Vivi Merida

VIVI MERIDA

La cattura del mondo

Vivi Merida

Vivi Merida, manifesta fin dall'età di quindici anni una spiccata propensione all'immagine, innamorandosi della fotografia. Si fa regalare una Canon con teleobiettivo sviluppando un culto costante per la rappresentazione scenica, con un'attenzione meticolosa al dettaglio. La cattura dell'immagine è per lei un'ossessione, al punto da venir rapita da uno stato febbrile entrando in una sorta di costante sindrome di Stendhal. Vive la meraviglia quotidiana per la bellezza delle forme, andando in cerca dello stupore e della perfezione nella restituzione del particolare catturato al tripudio cosmico. Innamorata profondamente della vita e dell'essere umano in generale esplora il mondo in ogni sua sfaccettatura degna di attenzione e curiosità: dalle persone di passaggio ai particolari architettonici e pittorici, ai giochi di luce degli scenari naturali.  Vivi vive in un avventuroso vortice che la vede incapace di restare in un luogo, incapace di fermarsi in qualsiasi situazione, letteralmente rapita dal brivido edipico temporale, nell'ossessione di riuscire a cogliere la totalità dei migliori scatti di ogni luogo significativo del mondo.

La capacità di identificare luci e dettagli, senza particolari virtuosismi funambolici, rende i suoi scatti fruibili a tutta quella umanità che ricerca il riflesso della bellezza, a prescindere da aspetti concettuali, che sono comunque presenti in aspetti della ampia produzione, attualmente in fase di selezione.

Rassegna Stampa - Recensioni

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